È uscito oggi sulla rivista Jacobin Italia, una rivista senza padroni, senza finanziamenti, pubblicata da un editore indipendente, un articolo della nostra Tina Esposito sulla lotta del fiume Tara cruciale per noi e per la giustizia climatica di cui raccontiamo.
La lotta della Rete di difesa del fiume che dà il nome a Taranto, contro la costruzione del più grande dissalatore civile d’Italia
Ne abbiamo davvero bisogno? Sorge spontanea la domanda sulla costruzione del più grande dissalatore civile d’Italia. Acquedotto Pugliese, presentando al pubblico il progetto, lo definisce portatore di una «visione strategica», un’opera ultratecnologica necessaria per affrontare la siccità che sta colpendo la Puglia e il Meridione d’Italia.
La Puglia è ufficialmente in emergenza climatica, così si evince dal Piano di emergenza emanato dalla Giunta regionale. La siccità non è però una novità. Fin dagli albori delle ricerche sul collasso climatico, il deficit idrico è uno dei primi segnali di un pianeta sempre più sofferente. Mi riferisco già al First Assessment Report dell’Ipcc nel 1990, così come in Italia ai Bollettini sulla siccità pubblicati annualmente dall’Ispra dal 1989. I trend con riguardo sia all’aumento dei fenomeni di siccità in Italia, sia alla spaccatura della penisola su questo, sono noti ormai da tempo. Sicilia, Sardegna, Puglia, Calabria, Basilicata e Campania erano definite e sono tuttora le aree di maggior rischio.
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