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Movimenti uniti per Santa Marta e l’uscita dai combustibili fossili

Organizzazioni ecologiste, movimenti e sindacati lanciano un appello a deputati, senatori ed europarlamentari italiani e si mobilitano a sostegno della Conferenza internazionale di aprile in Colombia. Al centro: l’urgenza di una road map globale per il phase-out da carbone, petrolio e gas.

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Da Santa Marta a Bari: un solo grido

In queste settimane, una vasta rete di organizzazioni ecologiste, sindacati e movimenti — tra cui Fridays For Future Italia — ha lanciato un appello urgente ai parlamentari italiani ed europei. L’occasione è cruciale: la Conferenza internazionale sulla transizione oltre i combustibili fossili che si terrà a Santa Marta, in Colombia, dal 24 al 29 aprile 2026.

Non è solo un incontro accademico, ma il primo vero appuntamento globale dedicato alla costruzione di una coalizione internazionale per accelerare il phase-out da carbone, petrolio e gas.

L’obiettivo?
Un trattato internazionale giuridicamente vincolante per eliminare le fonti fossili e garantire un futuro sicuro, restando entro il limite critico di 1,5°C.

Leggi l’articolo dedicato alla mobilitazione di Santa Marta

La solita ipocrisia “Made in Italy”

In Italia, però, il quadro è desolante. Da un lato, sembra che il Governo abbia confermato la partecipazione alla Conferenza di Santa Marta. Dall’altro, nei canali ufficiali regna il silenzio e le azioni concrete dicono l’esatto opposto:

  • Il phase-out dal carbone è stato posticipato dal 2025 al 2038 (tredici anni di ritardo!) motivato da una discutibile “sicurezza energetica”.

  • Si continua a investire nel gas e a rallentare lo sviluppo delle rinnovabili.

  • Si propone persino di riaprire i rifornimenti di gas e petrolio russo a causa delle crisi in Medio Oriente, incatenandoci ancora di più a regimi e conflitti.

Cosa stiamo facendo a Bari: Cinema e Resistenza

Noi di Fridays For Future Bari sappiamo che per cambiare il sistema serve consapevolezza. Per tutto il mese di aprile, stiamo tenendo alta l’attenzione su questi temi attraverso le proiezioni dei documentari della nostra rassegna di cinema politico #Sconfinatə, per esplodrare le interconnessioni tra estrattivismo, diritti umani e crisi climatica. 

È il nostro modo per dire che la transizione deve essere giusta ed equa, e che non permetteremo che il nostro futuro venga svenduto per gli interessi dell’ENI di turno.